Shotgun Lovesongs (Nickolas Butler)

Una storia che parla di amicizia e radici.

“Quando non ho nessun posto dove andare torno qui” , racconta Lee musicista di fama che torna a Little Wing ,suo paese d’infanzia.

Una storia sull’amore e la lealtà , in una terra che con i suoi silenzi , vibra come una corda pizzicata milioni di anni fa.

 

Morti Sospette a Venezia

Olivia e Jonathan Cavendish, protagonisti dei romanzi della collana Thiller Europa, sono due fratelli molto particolari.E a dir la verità non sono nemmeno fratelli:La loro parentela è acquisita da quando il padre di lui, scozzese, ha sposato la madre di lei, francese.I due giovani (Olivia ha 14 anni ,Jonathan 13) sono molto diversi ; lei è appassionata di cucina , lui di botanica e di ornitologia ; lei è riflessiva , lui istintivo.

Differenze che emergono nitidamente nei capitoli raccontanti in prima persona ora da lui e ora da lei , che si alternano a quelli narrativi tradizionali.

Del resto gli autori sono due , i francesci Beatrice Nicodeme e Thierry Lefevre che hanno riversato su carta alcune loro caratteristiche, assieme alla passione per il delitto.

Già perchè la collana Thiller Europa , di cui Morti Sospette a Venezia è il quarto romanzo, è caratterizzata da trame noir , crimini e suspense continua.

L’obbiettivo è quello di avvicinare i lettori (da 12 anni in su) ai Paesi e ai luoghi che fanno da sfondo alla storia, coinvolgendoli in una vicenda serrata e ricca di colpi di scena , stimolando in loro la curiosità e il desiderio di viaggiare.

Morti Sospette a Venezia, vede l’arrivo dei Cavendishin laguna funestato dal ritrovamento di un cadavere:suicidio oppure omicidio?Olivia e Jonathan non riescono a sottrarsi al fascino dell’indagine.

Ma i pericoli sono dietro l’angolo.

Nella stessa collana Touring Junior ha pubblicato Oscuri complotti a Bruxelles , nel quale i ragazzi erano nella capitale belga alla ricerca della madre scomparsa ; Sporca notte a Londra , ambientato la notte prima di Natale in un teatro dove va in scena il Fantasma dell’opera , e il caso Morden , dal nome di un piccolo centro di pescatori in Norvegia, dove un taciturno allevatore di salmoni sembra nascondere uno spaventoso segreto.

 

Lettere appassionate di Frida Khalo

La pittrice rivoluzionaria messicana Frida Khalo è entrata nel mito non a torto e queste sue lettere nell’edizione del 2002 sono curate da M. Zamora e tradotte da M. Martignoni.

Trama

Molte sono le lettere nelle quali l’artista messicana Frida Kahlo dedicate alla sua vita, alla sua arte, a ciò che viveva ed ha segnato traumi nella sua coscienza ma gli ha anche dato modo di divenire un icona passando alla storia come poi fece. Frida nasceva nel 1907 e moriva a soli 47 anni, attualmente questa artista viene considerata come una delle pittrici più significative della storia dell’arte e della società del 900.

Frida Khalo contrasse la poliomelite da bambina e l’incidente che visse a 18 anni la portò all’invalidità, in aggiunta tale incidente la costrinse di fatto ad una serie di operazioni.

Queste lettere raccolgono il mondo di Frida Khalo, quelli che erano i suoi sogni, l’artista scrive dei suoi amori ed anche della sua passione politica rivolta verso il marxismo. Il questo libro sono anche presenti innumerevoli iconografie in bianco e nero che fanno da corollario a parole e pensieri della pittrice, che fu nei fatti un artista a tutto tondo portando sulle sue tele lo strazio della sua anima ed il riscatto assieme.

Ogni libro scritto e che riguarda Frida Khalo suscita emozioni, la sua vita, la sua storia, spaccati di macro storia narrati attraverso la sua vista, sono lo scenario che ci si aspetta neanche troppo ingenuamente, quando si ha a che fare con questa artista e sui libri che la raccontano o che raccolgono le sue stesse scritture come nel caso del libro di cui oggi vi parlo.

Il coraggio e la forza di questa donna sono un esempio di come affrontare le difficoltà che la vita mette davanti, le sue opere sono il canale attraverso il quale la pittrice messicana trasmuta la vita ed i dolori della stessa, in emozioni, non si resta indifferenti neanche dinanzi ai suoi scritti.

Le sue lettere sono lettere d’amore di una giovane, ci sono anche quelle di Frida adulta, e la passione trasmessa sembra quasi essere palpabile, il libro si legge con altrettanta passione.

Il dolore che Frida provava, traspare dalle pagine di queste lettere appassionate, non è mai citato direttamente ma lo si legge in modo indiretto, la Khalo ha direzionato il dolore, lo ha espresso dirigendolo, non l’ha sottaciuto per ego, il suo coraggio è esattamente questo, ed è questo il vero coraggio, immergersi in ciò che la vita porta e imparare a farne un proprio strumento per l’anima, e questa donna ha saputo far questo.

In queste lettere si legge dell’amore per Alejandro Gomez Arias, che si trovava assieme a lei sull’autobus dove avvenne il suo incidente, poi Frida sposò Diego Rivera, per lasciarlo quando venne tradita per poi tornare a distanza di anni con lui. Frida Kahlo ebbe una psiche profonda, lacerata, ricostruita a più riprese nella sua vita, come un vulcano dormiente che si sveglia quando è opportuno dare vita a nuove terre, e le lettere raccolgono come uno scrigno tutto questo.

52 49 (Jacopo Zonca)

Trama:

Filippo è un ragazzo benestante che sembra avere tutto quello che la vita può offrire a un giovane: soldi, una bella casa e una macchina potente, compagni di notti brave e ragazze facili. Eterno disoccupato, il ragazzo passa le sue giornate organizzando le uscite del weekend con gli amici.
A seguito di un evento traumatico il ragazzo deciderà di cambiare rotta e con molta fatica imboccherà un percorso che lo porterà a seguire di più le sue passioni e meno le vecchie compagnie.
Filippo inizierà la propria crescita personale e spirituale, fino a che si ritroverà a dover fronteggiare un passato che cercava di dimenticare, ma che con lui aveva ancora un conto in sospeso.

C’ERA UNA VOLTA UN CLANDESTINO

Vi è mai capitato d’immigrare? Di attraversare un mare mosso in un gommone zeppo di persone e con mafiosi pronti a sparare? Avete trovato da mangiare, un lavoro, una casa nella nazione raggiunta? E se i vostri ormoni sbocciano come dei popcorn…? Elty, un ragazzo albanese diciassettenne, ne sa qualcosa. In questo suo affascinante romanzo, basato in una storia vera, il protagonista racconta le sue avventure, dal momento della sua partenza dall’Albania e i successivi due anni in Italia.

Un romanzo che spiega un’epopea: le immigrazioni e i sogni disperati di chi cerca un futuro migliore.

Quando, sul finire degli anni ottanta, cominciarono ad arrivare i primi barconi di immigrati in Italia, sopratutto dai Paesi dell’Est, nessuno avrebbe mai immaginato che il fenomeno assumesse, negli anni successivi, la portata che ha assunto in seguito. Dall’Albania, via mare, dalla Romania o da altri Paesi dell’Est, dall’Africa, (pochi ancora a quei tempi) arrivavano a migliaia con viaggi improbabili, spesso su mezzi di fortuna, relegando le loro tante speranze e impegnando quel poco o niente che avevano, in un futuro che prevedevano roseo, in Italia.

Tra Albania e Italia

Albanesi e Rumeni, lasciavano la loro terra, devastata e impoverita dalla dittatura comunista, con il miraggio di un’America da trovare in Italia perchè così aveva raccontato loro la TV italiana (le cui onde larghe oltrepassavano i confini), quella commerciale in particolare, che in quegli anni, con i lustrini di un lusso facile e alla portata di tutti, prometteva felicità e ricchezza per chiunque… abbiamo visto in seguito, con gli anni duri della crisi, cosa ne è stato di tutto quel fulgore.

L’Italia, una terra promessa per la povertà e l’arretratezza albanese, a pochissimi chilometri di mare, una terra promessa a portata di sogno che ha mosso migliaia di donne, uomini, ragazzi e bambini alla ricerca di un futuro migliore.

Questo, è quello che succede anche ad Elty, il protagonista del romanzo autobiografico C’era una volta un clandestino, edizioni PubMe, che ho letto e con molto interesse, devo dire. Il titolo è già esplicativo del tema trattato e il suo autore, Eltjon Bida, albanese, è stato realmente un clandestino arrivato in Puglia con un gommone, assieme ad altri suoi conterranei, in uno dei tanti viaggi della speranza con il miraggio dell’America da trovare, qui, in Italia.

Eltjon Bida è nato a Bashkin, provincia di Fier, in Albania, figlio di un’insegnante, è arrivato in Puglia nel 1995, a soli 17 anni. Ha lavorato in campagna, ha fatto il venditore porta a porta e il portiere d’albergo. Ripresi gli studi, in Italia, si dedica adesso alla scrittura.

C’era una volta un clandestino, è un romanzo verità, la storia di un ragazzo albanese che conosce l’Italia attraverso la televisione e che parte, con pochi soldi e tanti sogni da realizzare, ad ogni costo. Ma non è una favola che si avvera, questo romanzo, è piuttosto la vicenda per niente facile di chi non si arrende, di chi lotta e non si scoraggia di fronte alle difficoltà. E’ la storia di un ragazzo che nei momenti più difficili sa affidarsi a Dio, sa inginocchiarsi e pregare, a modo suo certo ma con il cuore aperto. E il cuore di Elty è aperto all’amicizia, alla solidarietà, alla condivisione con chi, come lui, clandestino, si trova in difficoltà. Ha un cuore che sa amare e farsi amare, Elty, anche dalle ragazze che incontra in Italia, conquistate dal suo modo di essere.

Una storia di fatica, di duro lavoro e sacrifici immensi, di emarginazione, di vita difficile ma anche di solidarietà, di bella solidarietà da parte di alcuni, nel mare di indifferenza dei tanti. Una storia che potrebbe essere di oggi: ancora e più che negli anni passati, arrivano sulle nostre coste i barconi della speranza, stracarichi di vite che fuggono da un destino segnato dalla povertà, proprio come Elty 20 anni fa.

Una bella storia, scritta con il cuore. E, cosa assolutamente non secondaria, parte dei proventi della vendita del libro andranno alla Caritas di Milano, che ha aiutato Elty ad integrarsi e che gli ha offerto un piatto pieno e vestiti da indossare, quando non aveva un lavoro, ne una lira (non c’era ancora l’euro) in tasca.

Mensa alla Caritas di Milano.

“Queste sono mani di un lavoratore e non di un delinquente. Queste sono mani di una persona che ha sempre lavorato e non ha mai fatto niente di male a nessuno”

Riporto la frase che Elty dice ad un poliziotto, mostrando le mani di un suo amico albanese, perchè racchiude anche il suo status di ragazzo a cui la fatica non fa paura e che preferisce usare le mani per lavorare onestamente, senza cedere ai facili guadagni (come succede nel racconto a qualche altro suo amico che comincia a rubare per sopravvivere).

“[…] erano dure e screpolatissime. Erano come la corteccia di un pino anziano e le loro linee sembravano come quei canali che si formano sulla terra del deserto”

Pur nella semplicità del linguaggio e dello stile, è poesia questo libro, poesia di vita.

Annie C. Roveyaz (Illustatrice )

Annie C. Roveyaz, illustratrice e grafica freelance specializzata nell’illustrazione per l’infanzia (ma sempre alla ricerca di nuovi stimoli e nuove idee artistiche).

CHI SONO:

Dopo 5 anni di Liceo Classico Europeo ad opzione bilingue italo-francese, dall’ottobre 2003 ho frequentato regolarmente il corso triennale di “Illustrazione ed Animazione Multimediale” presso l’Istituto Europeo di Design di Milano dove ho approfondito ed imparato diverse tecniche e materie quali: l’illustrazione, il fumetto, l’incisione, l’animazione in stop motion e l’animazione 2D (tradizionale e multimediale).

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Giada Negri, artista e illustratrice per l’editoria

Nasce nel 1982 sul lago di Como dove vive e lavora. Inizia sin da piccola a vivere a contatto con l’arte nascendo in una famiglia sensibile alla pittura e alla musica. All’epoca disegnava su qualsiasi oggetto attraesse la sua attenzione e adorava immaginare di vivere nelle pagine dei libri illustrati da autori come Richard Scarry, Libico Maraja e Beatrix Potter.

Dopo il percorso di studi in ambito psicologico ed antropologico decide di dedicarsi totalmente all’arte.Nella sua ricerca attuale disegna per dare forma agli universi immaginativi che la attraversano.

Dal 2009 lavora per l’editoria nazionale ed internazionale attraverso l’illustrazione e la fotografia collaborando con diversi editori tra i quali Miles Kelly, Buttercup Publishing, Pulcinoelefante, Electa e Arte (Mondadori), Cartilia, ELI-La Spiga, 22 Publishing e con diverse riviste tra cui Illustrati di Logos Edizioni, Emergence Magazine Québec, Brightness Magazine, Corriere della Sera, Repubblica, Il Messaggero, La Naciòn de Costa Rica. Ha collaborato con vari clienti tra i quali Jiménez Deredia, Roberto Cavalli, Toyota, Bulgari Gioielli, WWF, Unicef.

Ha partecipato al progetto Expo Zone insieme a Bruno Bozzetto e Makkox.Tra le principali locations in cui ha esposto ricordiamo lo Spazio Oberdan ed il Teatro Dal Verme a Milano, la libreria Feltrinelli a Como, il castello di Monteruzzo a Varese, l’ex-lazzaretto di Bergamo e gli spazi pubblicitari del Comune di Como.E’ docente di illustrazione presso l’Istituto Europeo del Design (IED) di Como.

Ha fondato l’Accademia dei Piccoli Artisti, scuola di arte rivolta ai bambini.

 

Blog : http://illustrazioni-giadanegri.blogspot.com

Facebook : https://www.facebook.com/giadanegriartist/?ref=profile_intro_card

Giada Zema – Disegnatrice Professionale

Mi chiamo Giada Zema e sono una disegnatrice professionale.
Sono appassionata sia di fumetti in stile manga giapponese che quelli in stile americano soprattutto Super eroi.
Oltre a ritratti, disegni personalizzati per tatuaggi, locandine e loghi per negozi, eseguo anche illustrazioni per lightnovel, romanzi e copertine per libri fantasy e altri generi.

Di solito il disegno di base è a matita in tradizionale e poi lo coloro in digitale con Photoshop.

Ho collaborato con una scrittrice emergente nel 2016, creando questa copertina per il suo libro fantasy “Eloise: dietro la maschera, la rivelazione”.

https://m.facebook.com/photo.php?fbid=10153306168481161&id=173472171160&st=14

Per chi fosse interessato ad una collaborazione su commissione mi contatti per e-mail all’indirizzo: giada-zema @ gmail . com o per messaggio privato tramite la mia pagina Facebook “Giada Zema”.

 

 

Il cavaliere del grifone

Trama:
Siena, 1298. La famiglia Bonsignori, un tempo potentissima, rischia la rovina a causa di problemi finaziari. Filippo, figlio di Niccolò Bonsignori, organizza un torneo d’arme per dare nuovo lustro al nome della famiglia, ma i suoi piani non si fermano qui. Non si fermerà davanti a nulla pur di ricostruire la gloria di un tempo.  Nella Toscana guelfa, gli antichi conti Aldobrandeschi hanno ormai le ore contate. Il grifone di Grosseto dovrà inchinarsi di fronte alla potenza di Siena. La libertà dell’intera Toscana è in pericolo. Tra amori, battaglie, tradimenti e continui colpi di scena, c’è un solo ostacolo davanti ai sogni di potere di Filippo. Si chiama Bino degli Abati del Malia.

Recensione:

Un romanzo storico che dà voce a eroi senza volto, raccontando una battaglia antica quanto il mondo: la lotta contro l’oppressione, la lotta per la libertà , tra il bene e il male.

epico ed interessante, “Il cavaliere del grifone” si dimostra opera capace di coinvolgere il lettore sin da subito.
Alessandro Spalletta, con perizia e capacità narrativa e attraverso suggestive descrizioni , lega insieme verità storiche e fantasie letterarie, presentandole con una scrittura fluida e scorrevole.

Nelle pagine iniziali questo scritto sembra essere incentrato sull’amor cortese tra il giovane protagonista e una bella fanciulla di una ricca famiglia.
Basta proseguire solo di poco nella lettura per ritrovarci alle prese con intrighi, personaggi che mostrano un volto e ne tengono ben nascosto un altro, meno virtuoso e decisamente più avido.

Personaggio storico poco conosciuto, ma realmente esistito, Bino passa da giovane irruente, focoso, poco razionale e spesso ingenuo , ad uomo di avventura, soldato, capace di decisioni e di gesta che influenzano la sua vita e quella di chi gli stà vicino.

Tradimenti, battaglie , sullo sfondo della guerra storica tra Siena e Grosseto per il controllo del commercio del sale, ci offrono un libro capace di emozionare

Veramente ricca di adrenalina è la descrizione della battaglia che porta alla conclusione dell’opera, dove non mancano colpi di scena e un’importante rivelazione.

“Il cavaliere del grifone”, è un romanzo che piacerà agli appassionati del genere storico e a chi cerca azione insieme a personaggi ben caraterizzati e profondi.

Autore: Alessandro Spalletta

Genere: Romanzo storico

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Il monastero delle nebbie

Trama:
1217 , Castiglia del nord più precisamente Burgos. Il corpo straziato di una monaca viene trovato nel chiostro del monastero di Las Huelgas. Del delitto è subito accusata Fleur d’Annecy, una ragazza dall’oscuro passato, rifugiatasi lì con il figlio Ruggero. Il francescano Bonaventura da Iseo, famoso alchimista, è chiamato dalla badessa a fare luce sull’accaduto. Se Fleur afferma che l’assassino è un uomo misterioso, avvolto in un mantello rosso fuoco, Magnus, il terribile monaco inquisitore, è di tutt’altro avviso: è la ragazza, che ha evocato un demone nel monastero, la colpevole. Bonaventura inizia la sua lotta contro il tempo per salvare dal rogo Fleur e mettere al sicuro il figlio, mentre le mura di Las Huelgas continuano a tingersi del sangue. Riuscirà l’alchimista a scoprire chi si cela dietro la mano dell’assassino, prima che la vendetta dell’inquisitore si abbatta anche su di lui?

Recensione:
Sin dall’inizio,  “Il monastero delle nebbie” si rivela thriller storico dalle cupe atmosfere e dalla trama avvincente e perfetta.
Gli autori ci regalano una nuova avventura del frate dal passato di guerriero Bonaventura e della sua protetta Fleur , la donna con il dono delle visioni.
Una scrittura coinvolgente, scorrevole, carezzevole, foriera di presagi nefasti e uccisioni che terrorizzano perché incomprensibili.

Pagina dopo pagina si susseguono le sorprese, in questo thriller che non lascia riposo , dove oltre a difendersi dalla lama di chi si nasconde tra le nebbie , ci si deve guardare da chi vuole una soluzione semplice, veloce, tirando in ballo il maligno e i suoi demoni.

Un ritmo serrato, incalzante, che riprende anche quando sembra tutto finito, dove personaggi ben definiti ci accompagnano in una lettura che mai smette di interessare, permettendoci di indagare sull’animo umano e da quali desideri viene mosso. La voglia di libertà, l’onnipresente avidità e la follia esoterica di chi vuole vedere il mondo bruciare.

Certamente altre avventure attendono Bonaventura e Fleur, personaggi che vivono in bilico tra gli insegnamenti di Francesco d’Assisi e la predestinazione di una profezia.
“Il monastero delle nebbie”, un thriller storico imperdibile per gli appassionati e non
Genere: Romanzo storico

Autori : Pierpaolo Brunoldi e Antonio Santoro

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Il codice di Giuda

Trama:
“Sono due facce della stessa moneta , la moneta del male. Caino e Giuda sono il simbolo del male assoluto, dell’uomo che commette il peggiore dei peccati: togliere la vita a un altro uomo e toglierla a sé stesso.” Milano, marzo 2018, Il corpo di un sacerdote viene trovato appeso a una trave, un sacchetto con trenta monete, uno scritto che richiama il Vangelo apocrifo di Giuda , successivamente una catena di delitti inquietanti sotto la Madonnina. a cercare di fare luce su questa scia di sangue e orrori , viene incarato il commissario Ardigò, il predatore di assassini, che dovrà ricorrere a tutto il suo acume e appoggiarsi all’intelletto di uno psichiatra uxoricida che lui stesso anni prima ha fatto rinchiudere nei raggi di San Vittore. Una mente crudele e lucida che lo condurrà sulle tracce di un assassino che uccide interpretando il Vangelo più scomodo e difficile da accettare, quello che ribalta la figura del traditore Giuda trasformandolo in martire.

Recensione:
Un thriller dal fascino magnetico, con la sua scrittura decisa e coinvolgente, Carcano rapisce il lettore dalla realtà quotidiana trasportandolo nella sua Milano noir, coinvolgendolo dall’inizio fino alll’ultima parola del capitolo finale.
Un inizio ambientato in un tempo passato, con una vittima giovane, attiva in parrocchia, che per le iniziali e la sua attitudine fa risuonare nella mente il delitto Macchi, è il preludio a una vicenza intricata e a tinte forti.
Il vice questore Ardigò, è il personaggio principale, uomo cinico e disincantato, che non ama perdere tempo quando si tratta di dare la caccia al mostro di turno.Una trama accattivante, costruita in modo da mantenere sempre vivo l’interesse, che si fonda sul messaggio contenuto nel ritrovato Vangelo di Giuda, ribaltando l’immagine del grande traditore in discepolo prediletto, pronto a sacrificarsi, a farsi dannare dall’umanità in eterno, pur di aiutare il Maestro a realizzare il suo disegno divino.
Un omicida verso il quale non si può provare odio e rabbia , al massimo lo si può considerare  vittima di un certo delirio di onnipotenza, ma del quale si capisce il movente, la spinta omicidiaria, il sacrificio.

Tra un passato che determinato e influenza il presente, indagini nuove e altre passate , Ardigò ricerca anche un aiuto non convenzionale in un criminologo in carcere per uxoricidio, dando vita ad una narrazione dinamica che fluttua su diversi fronti e pone al lettore diversi interrogativi morali e considerazioni.

Questo è un libro che si beve, che incatena alle sue pagine. Per chi già conosce le opere di Carcano non resterà deluso da questo nuovo capitolo della sua produzione letteraria, chi si accosta a questo autore per la prima volta ne sarà conquistato e vorrà approfondirne la conoscenza.
“Il codice di Giuda”, un thriller da lode.
Genere: Thriller

Autore : Fabrizio Carcano

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Morte nella neve

Trama:
Durante la vigilia di Natale, una tempesta di neve blocca un treno nella campagna inglese. Mr. Maltby, un anziano signore riservato e alquanto misterioso, prende il suo bagaglio e si dilegua nella fitta nevicata, all’inseguimento , secondo alcuni passeggeri di un’indistinta macchia biancastra apparsa all’improvviso oltre il finestrino. Nell’incertezza della situazione, tra le poco convincenti rassicurazioni del controllore e la crescente agitazione per l’attesa , altre quattro persone decidono di abbandonare il convoglio e di raggiungere a piedi la vicina stazione di Hemersby. Dopo molto girovagare, tra campi innevati, insidiosi fossati e false piste, ormai allo stremo delle forze e delle speranze, i quattro personaggi si imbattono in un cancello e, poco oltre, in una grande casa isolata e all’apparenza disabitata, nonostante il camino sia acceso e la tavola imbandita con te caldo e biscotti.

I nuovi arrivati non fanno in tempo ad ambientarsi che ecco giungere in casa Mr. Maltby assieme a uno strano figuro di nome Smith, il quale ha tutta l’aria di essere un avanzo di galera…
Inizia così Morte nella neve, un giallo dalle atmosfere sinistre, ricco di colpi di scena e di rivelazioni repentine, fra ritratti che sembrano animati , urla notturne, lettere misteriose, cadaveri nella neve e assassini armati di coltello e martello…

Recensione:
“Morte nella neve” è un classico giallo deduttivo, ambientato nella campagna inglese di inizio secolo.
adatto per essere letto nel periodo natalizio, poichè l’azione si svolge proprio in questo periodo.

E’ dotato di un’atmosfera avvolgente, misteriosa, ricca di segreti da svelare e con un delicato tocco esoterico che evoca fantasmi e una certa predestinazione mossa da forze più grandi degli uomini.
Farjeon intreccia nella sua trama più storie , si comincia da un treno bloccato nella neve. Un omicidio sul mezzo di trasporto richiamerà alla mente degli estimatori della Christie “Omicidio sull’Orient Express”.
La vicenda evolve poi con alcuni passeggeri del suddetto treno isolati in una casa durante una tormenta. Uno di loro è un assassino e qui è automatico l’accostamento con “Trappola per topi”.
Nonostante questi déjà vu, “Morte nella neve” è assolutamente originale e possiede un intreccio complesso e mutevole quanto semplice e logico una volta spiegato.
Fatti passati che si concludono in maniera imprevedibile vent’anni dopo, presenze misteriose e un gruppo ristretto di personaggi ben caratterizzati, diversissimi tra loro e particolari, inviteranno il lettore a misurarsi in una gara contro lo scrittore per arrivare alla soluzione prima della consueta riunione in sala da pranzo, dove tutti i nodi verranno sciolti.
La scrittura dell’autore ci mostra fatti eccitanti e curiosi con la stessa maestria di un prestigiatore. Pagina dopo pagina, immersi nella storia, questo romanzo invita ad una lettura che non si vorrebbe mai finire tanto è interessante.
Un movente tra i più gettonati rivelerà le crudeltà alle quali l’animo umano si abbassa.

“Morte nella neve”, un senza dubbio un giallo magistrale per tutti gli amanti delle indagini dove l’intelletto è assoluto protagonista.

Autore : Joseph Jefferson Farjeon

Genere: Giallo

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Il sigillo di Caravaggio

Trama:
Giunto da poco a Roma il giovane Caravaggio, comincia a lavorare nella bottega di Cavalier d’Arpino, famoso pittore tardo-manierista. Vorrebbe dipingere figure e mettersi alla prova con nuove sfide ma viene messo a realizzare nature morte, cosa che detesta. Ma il Cavalier d’Arpino, oltre a dipingere, commercia anche in dipinti, soprattutto nel Nord Europa. Ed è così che Caravaggio adocchia tra i nuovi arrivi una tavoletta di piccolo formato, opera di Hieronimus Bosch. Rappresenta una scena minuziosa e complicata, con alcune figure nude o vestite in modo curioso, immerse in uno strano paesaggio. Per dimostrare al suo maestro che sa dipingere figure umane, ma anche perché il dipinto lo attrae in un modo che non sa spiegare, Caravaggio lo ricopia di nascosto e lo tiene per sé. Quello che non sa è che gli cambierà presto la vita. Sulla tavoletta, infatti, è inciso un segreto preziosissimo, la chiave d’accesso alla Grande Opera alchemica. E c’è qualcuno disposto a qualunque cosa pur di entrarne in possesso.

Recensione:
“Il sigillo di Caravaggio” si rivela un romanzo storico che unisce il mistero, l’azione violenta classica del thriller ad elementi esoterici. Fantasia e Verità esaltano la già grande e discussa figura di Michelangelo  Caravaggio, pittore dal talento eterno, m anche vittima del suo stesso temperamento focoso ed iroso dove colpi di genio e colpi di testa erano direttamente proporizionali.

Il romanzo è ambientato nell’Italia del 1600, con le figure storiche dell’epoca riprodotte in maniera perfetta.Risaltano alcuni personaggi che non possiamo non amare per i loro carattere, come Costanza Colonna, donna decisa, forte e stabile, ma ugualmente in preda a dubbi e tormenti, bisognosa di suggerimenti, oppure al contrario odiare , come il cardinal nipote Borghese, antagonista e burattinaio dei guai mortali che circondano Caravaggio, uomo di chiesa che non disdegna di ricercare segreti alchemici celati in bella vista da un artista visionario che forse si sta prendendo gioco delle umane sorti e delle genti avide e corrotte.

la scrittura del libro è coinvolgente e narra una trama su più livelli temporali: nel primo troviamo Caravaggio in pericolo e sofferente per un pestaggio, nel secondo veniamo trasportati più avanti negli eventi, con la notizia della morte del pittore mentre si cerca di ricostruire ciò che è realmente accaduto. In questo non mancano momenti nei quali Caravaggio stesso è preda dei ricordi e mette così al corrente il lettore di fatti della sua vita passata, da fanciullo e da promettente autore di quadri memorabili, delle sue opere e delle colpe delle quali si è macchiato. Questa struttura regala una lettura dinamica, appassionante, dove non si può non temere per le sorti di quel protagonista combattivo, ma inerme, aiutato da gente semplice e sincera contro sicari decisi a tutto.

Una vicenda complessa , piena di mistero, di azioni sotterranee che tengono attento il lettore invogliato a scoprire la verità.

non manca di tristezza e malinconia, affezionati ormai a quest’uomo complicato. I segreti vengono svelati, alcuni colpevoli puniti, una certa giustizia amministrata.

“Il sigillo di Caravaggio” è un romanzo senza dubbio meritevole, ricco di sfumature come i quadri del protagonista.
Genere: Romanzo storico

Autore : Luigi De Pascalis

 

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Trova tempo per me

Trama:
Matilde ha quindici anni; Sergio, suo fratello, 25. A separarli il suo lavoro , giovane creatore di fumetti, ma soprattutto la sua vita privata: Sergio, ha una relazione con un collega francese, François (Franç), con cui condivide anche la nuova casa in Provenza. A Roma rimane Matilde, con due grossi problemi: il padre e la madre. Consapevole dei pesi che affliggono la sorella, Sergio cerca di non farle mancare la propria vicinanza affettiva, facendosi vivo attraverso telefonate, wa, e-mail. Nella vita di Matilde, durante l’estate, entrano ed escono persone: entra il suo primo ragazzo ed escono figure importanti del suo passato. Un’estate indimenticabile, cui solo i più forti sopravviveranno.

Recensione:
“Trova tempo per me” è un romanzo fresco, capace fin da subito di conquistare il lettore.
Due protagonisti in questo libro, due fratelli, Sergio e Matilde, anche se è quest’ultima la protagonista principale dell’opera.
E’ entusiasmante seguire Matilde, perché ci si dimentica che stiamo leggendo un libro, tanto la sentiamo vicina a noi.
Questo è un romanzo per ragazzi, scritto per loro che probabilmente si ritroveranno nelle vicende racocntate, ma è perfetto anche per i “grandi”, per ricordare agli adulti come erano e fornire ai genitori una chiave interpretativa diversa per comprendere meglio questi adolescenti che a volte sembrano alieni, ma che invece sono capaci di stupirci.
Matilde trova sempre il tempo per ascoltare ed occuparsi di tutti, in cambio chiede solamente al suo fratellone, di non scordarsi mai di trovare del tempo per lei. Un messaggio importante che tutti dovremmo tenere bene in mente: esserci per chi conta nella nostra vita.
Attraverso un’estate lunga una vita, la protagonista crescerà, cambierà rimanendo fedele a sé stessa e ci farà affezionare a lei e alle figure che la circondano.

Silvia Fuochi ci invita in un viaggio che dura un’estate, con la sua scrittura scorrevole e semplice capace di farci entrare nel mondo di una quindicenne alle prese con mille difficoltà. In grado di trasmettere ironia già nelle prime righe, che fanno sorridere con una situazione surreale, l’autrice ci regala una trama profonda, che tocca temi importanti e di attualità con delicatezza, mantenendo sempre una lettura piacevole. In un linguaggio da terzo millennio tramite mail, wa e telefonate, la trama ci parla di omosessualità, della separazione tra i genitori, della distanza degli affetti, dell’amore adolescenziale e dell’amicizia.

Un romanzo semplicemente meraviglioso

Genere: Per ragazzi

Autore : Silvia Fuochi

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Il diavolo di Mergellina

Trama:
Un uomo assassinato in casa propria e una giovane donna incinta morta in circostanze dubbie.
Un efferato omicidio aspetta il suo colpevole da decenni. La riapertura del caso spinge chi lo vorrebbe irrisolto a mettere i bastoni tra le ruote della neonata Unità Delitti Insoluti. Ma gli agenti Sasso e Nardi non hanno intenzione di fermarsi e seguiranno una pista ormai fredda, trovandone un’altra caldissima, al punto da correre il pericolo di bruciarsi. Sasso ha un disperato bisogno di soldi e accetta l’incarico di dedicarsi a un caso apparentemente risolto per provare l’innocenza dell’unico imputato. L’indagine non autorizzata lo costringe a complicati sotterfugi, ma alla fine avrà bisogno dell’aiuto dell’ispettore Nardi per concluderla. Ricatti, depistaggi, omicidi vecchi e nuovi: lavoro e vicende personali si confondono e si trasformano, ma la squadra porterà alla luce la verità e farà, forse, giustizia.

Recensione:
“Il diavolo di Mergellina” è un libro formato da molte storie che si svolgono a cavallo tra il presente ed il passato, in un intreccio cosi ben realizzato, che nel leggere il libro vi verrà voglia di prendere una lavagna ed attaccarci dei post-it con la descrizione dei sospettati, dei testimoni, dei luoghi e dei tempi, in perfetto stile da poliziesco americano.
Il libro potrebbe essere senza dubbio un ottimo spunto per una serie televisiva, proprio perché i personaggi della squadra di polizia hanno spessore e sono al centro di vicende personali che li rendono qualcosa di più di semplici nomi sulla carta. Si finisce per parteggiare per alcuni di loro e per dubitare di altri semplicemente per quello che sono, come si farebbe per gli attori di un film.
Se poi aggiungiamo il fatto che l’autore, in mezzo a tutta questa complessità, riesca anche ad annegare un ottimo giallo, dove il colpevole è sotto i nostri occhi ma senza che lo si possa identificare fino al momento in cui gli investigatori ne scoprono l’identità, non si può che concludere di avere davanti un’opera davvero ben riuscita, che ricorda molto quelle di una grande scrittrice come Fred Vargas.
“Il diavolo di Mergellina” sicuramente è il miglior libro che abbia avuto l’occasione di leggere ultimamente.

Autore : Alessandro Testa

Genere: Poliziesco

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