I cipressi di Bajkal

  • Posted by: admin
  • 2018-04-24

I cipressi di Bajkal

La nostra mente ha la capacità di usare il nostro corpo, di spingerci oltre i nostri limiti, di limitarci o cambiare il modo in cui crediamo di essere.

Fabrizio Ducceschi ci conduce nei meandri più reconditi del cervello umano, quello che purtroppo porta alcune persone alla pedofilia, al traffico di organi o allo spaccio e all’uccisione dei propri simili.

Il ritmo del libro è avvincente, la storia è ben raccontata, con una scrittura semplice, diretta, ma nonostante tutto accurata. Ci viene presentato subito il protagonista, il suo lavoro gli pone regole severe e grandi responsabilità, sin dalle prime pagine iniziamo a riconoscerlo nelle sue debolezze e nella sua forza, sarà attraverso di lui che conosceremo i lati oscuri di una società piegata da eventi terribili.

Un incontro inaspettato può cambiare il destino? Si tratta veramente di un incontro avvenuto casualmente ?  Il mistero pervade le pagine iniziali in cui vengono lanciati degli indizi che il lettore seguirà per comprendere come si concluderà la vicenda.

I cipressi di Bajkal è un libro estremamente attuale e lo si capisce soprattutto nei temi trattati nella storia che riguardano le violenze sia fisiche sia psicologiche sui bambini, il ruolo della società in tutto questo, la responsabilità dei genitori che dovrebbero fare l’impossibile per proteggere i propri figli dalle brutture della vita, dalla cattiveria e dal dolore, tutti questi argomenti spingono il lettore a porsi delle domande.

Come è possibile che esistano persone in grado di usare una simile violenza ai danni degli altri? Come può la mente razionale e intelligente portare a compiere gesti così violenti ai danni di un suo simile?

Ma non sono solo le domande a fare la storia, c’è una trama fitta di colpi di scena che spiazza e si lascia seguire con pathos fino alla conclusione.

 

“Non riusciamo a contenere la sua (cervello) grandiosa capacità di adattamento, lui ci comanda, osserva, giudica, ci manovra a suo piacimento, la sua funzione vitale ci permette di esistere, ma, una volta infettato, la sua devastante malattia può uccidere lentamente… tutto quello che trova nel suo cammino.”

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