La verità del serpente

Lido di Venezia, settembre. Una villa affondata in uno smisurato giardino sulla laguna, molti ospiti capitati lì per caso per il festival del cinema o mossi da altri segreti intenti. Nel fitto chiacchiericcio di un’occasione mondana, tra una festona in uno storico palazzo del Canal Grande, una passeggiata mattutina da campo Santo Stefano a campo San Beneto e la visita a una casa disabitata alla Giudecca, ha inizio un’irrisolta tragedia. Un perplesso sceneggiatore romano e due anziane sorelle torinesi, un’elegante signora milanese e un eccentrico svizzero con amichetta al seguito, una simpatica ragazza di buona famiglia e una formidabile cuoca – per tacere del subisso di comprimari tra i quali Jean Genet, Pëtr Il’ic Cajkovskij e Giambattista Tiepolo – saranno tutti coinvolti nel più classico degli enigmi della camera chiusa dove il palcoscenico dell’azione è l’intera Venezia di fine estate . Un romanzo a molte voci femminili  nel quale s’intrecciano a rancori sopiti e inespressi rimpianti, una devastante passione d’amore. Con un sospetto che vibra tra le pagine: e se Venezia, così ammaliante, così crudele, non fosse altro che un alibi?

Elegante come un abito di organza , queste pagine vi invitano a ballare e sentirere sotto i piedi la sabbia del Lido di Venezia.Si ride tra le lacrime grazie a una  trama rutilante e una scrittura che vi farà rivivere i fasti di Fruttero e Lucentini.La laguna di Venezia è cosi seducente in questo libro che neanche la morte può far paura.

Autore : Gianni Farinetti

Editore: Marsilio
Collana: Romanzi e racconti

Possa il mio sangue servire

Per molti anni la Resistenza è stata considerata solo una “cosa di sinistra”: Bella ciao e fazzoletti rossi  . Recentemente , invece , i partigiani sono stati descritti come carnefici sanguinari, che si accanirono su vittime innocenti, i “ragazzi di Salò”. Entrambe queste versioni sono parziali e false. La Resistenza non è il patrimonio di una fazione bensi di della nazione.