Panacea. Al di là dell’abisso

 

Il testo nasce dal desiderio di provare a raccontare, attraverso disegni e parole, la quotidianità, gli stati d’animo, le paure e le angosce vissute ai tempi del Coronavirus. Un evento che ha stravolto la vita di tutti gli esseri umani, rendendoli consapevoli della propria vulnerabilità e anche della propria condizione di precarietà. Le poesie e le immagini, contenute in questo libro, sono il riflesso di questa situazione: le ore che non passano, la gente imbavagliata, nessuno che chiacchiera, che si abbraccia, nessuna stretta di mano, silenzi. Ma sono anche versi e illustrazioni di speranza, che guardano oltre questo momento così complicato, al di là dell’abisso, appunto. Il titolo del progetto si riferisce a Panacea, personaggio della mitologia greca, dea e personificazione della “guarigione universale e onnipotente”. Si diceva, infatti, che Panacea avesse una pozione con cui poteva curare tutti i malati. La parola è utilizzata, oggi, per indicare qualcosa in grado di risolvere un problema molto complicato.

Autori : Davide Uria Mariateresa Quercia

 

La Donna di Picche (Remo Bassini)

Premetto di non aver letto il titolo precedente (La notte del Santi, che ora mi procurerò), ma da
questo sono rimasta colpita. Bassini usa gli stilemi del giallo per dar vita a una narrazione
avvolgente, avvincente, centrata sui rapporti interpersonali e quasi priva di avvenimenti. Detto così
non sembra un pregio, lo capisco, ma lo è. Nel libro, all’apparenza, non succede quasi nulla, se uno
si aspetta la trama action e adrenalinica di certi gialli americani. Ma in realtà succedono un sacco di
cose, che entrano nel cerchio della narrazione in modo naturale, tenendoti avvinto da una narrazione
sempre di parte, che non si allontana mai dai personaggi per permetterci di guardare la storia
dall’alto. Ed è così che è la vita, no? Non puoi allontanarti e guardare le cose dall’alto, magari. La
donna di picche ti rapisce, ti fa venir voglia di continuare a leggere, scorre via e ti trascina nel
flusso. Più vai avanti più hai voglia di entrare nell’universo personale di personaggi umanissimi,
dolenti, ma anche pieni di una speranza nel futuro quasi recalcitrante. Davvero molto consigliato.
Susanna Raule, scrittrice (autrice del libro Il club dei cantanti morti)

Remo Bassini, scrittore e giornalista, è nato a Cortona ma vive a Vercelli. Ha pubblicato 12
libri, ha un blog su Il fatto quotidiano dove propone estratti di libri inediti, di autori
sconosciuti.

 

52 49 (Jacopo Zonca)

Trama:

Filippo è un ragazzo benestante che sembra avere tutto quello che la vita può offrire a un giovane: soldi, una bella casa e una macchina potente, compagni di notti brave e ragazze facili. Eterno disoccupato, il ragazzo passa le sue giornate organizzando le uscite del weekend con gli amici.
A seguito di un evento traumatico il ragazzo deciderà di cambiare rotta e con molta fatica imboccherà un percorso che lo porterà a seguire di più le sue passioni e meno le vecchie compagnie.
Filippo inizierà la propria crescita personale e spirituale, fino a che si ritroverà a dover fronteggiare un passato che cercava di dimenticare, ma che con lui aveva ancora un conto in sospeso.

C’ERA UNA VOLTA UN CLANDESTINO

Vi è mai capitato d’immigrare? Di attraversare un mare mosso in un gommone zeppo di persone e con mafiosi pronti a sparare? Avete trovato da mangiare, un lavoro, una casa nella nazione raggiunta? E se i vostri ormoni sbocciano come dei popcorn…? Elty, un ragazzo albanese diciassettenne, ne sa qualcosa. In questo suo affascinante romanzo, basato in una storia vera, il protagonista racconta le sue avventure, dal momento della sua partenza dall’Albania e i successivi due anni in Italia.

Un romanzo che spiega un’epopea: le immigrazioni e i sogni disperati di chi cerca un futuro migliore.

Quando, sul finire degli anni ottanta, cominciarono ad arrivare i primi barconi di immigrati in Italia, sopratutto dai Paesi dell’Est, nessuno avrebbe mai immaginato che il fenomeno assumesse, negli anni successivi, la portata che ha assunto in seguito. Dall’Albania, via mare, dalla Romania o da altri Paesi dell’Est, dall’Africa, (pochi ancora a quei tempi) arrivavano a migliaia con viaggi improbabili, spesso su mezzi di fortuna, relegando le loro tante speranze e impegnando quel poco o niente che avevano, in un futuro che prevedevano roseo, in Italia.

Tra Albania e Italia

Albanesi e Rumeni, lasciavano la loro terra, devastata e impoverita dalla dittatura comunista, con il miraggio di un’America da trovare in Italia perchè così aveva raccontato loro la TV italiana (le cui onde larghe oltrepassavano i confini), quella commerciale in particolare, che in quegli anni, con i lustrini di un lusso facile e alla portata di tutti, prometteva felicità e ricchezza per chiunque… abbiamo visto in seguito, con gli anni duri della crisi, cosa ne è stato di tutto quel fulgore.

L’Italia, una terra promessa per la povertà e l’arretratezza albanese, a pochissimi chilometri di mare, una terra promessa a portata di sogno che ha mosso migliaia di donne, uomini, ragazzi e bambini alla ricerca di un futuro migliore.

Questo, è quello che succede anche ad Elty, il protagonista del romanzo autobiografico C’era una volta un clandestino, edizioni PubMe, che ho letto e con molto interesse, devo dire. Il titolo è già esplicativo del tema trattato e il suo autore, Eltjon Bida, albanese, è stato realmente un clandestino arrivato in Puglia con un gommone, assieme ad altri suoi conterranei, in uno dei tanti viaggi della speranza con il miraggio dell’America da trovare, qui, in Italia.

Eltjon Bida è nato a Bashkin, provincia di Fier, in Albania, figlio di un’insegnante, è arrivato in Puglia nel 1995, a soli 17 anni. Ha lavorato in campagna, ha fatto il venditore porta a porta e il portiere d’albergo. Ripresi gli studi, in Italia, si dedica adesso alla scrittura.

C’era una volta un clandestino, è un romanzo verità, la storia di un ragazzo albanese che conosce l’Italia attraverso la televisione e che parte, con pochi soldi e tanti sogni da realizzare, ad ogni costo. Ma non è una favola che si avvera, questo romanzo, è piuttosto la vicenda per niente facile di chi non si arrende, di chi lotta e non si scoraggia di fronte alle difficoltà. E’ la storia di un ragazzo che nei momenti più difficili sa affidarsi a Dio, sa inginocchiarsi e pregare, a modo suo certo ma con il cuore aperto. E il cuore di Elty è aperto all’amicizia, alla solidarietà, alla condivisione con chi, come lui, clandestino, si trova in difficoltà. Ha un cuore che sa amare e farsi amare, Elty, anche dalle ragazze che incontra in Italia, conquistate dal suo modo di essere.

Una storia di fatica, di duro lavoro e sacrifici immensi, di emarginazione, di vita difficile ma anche di solidarietà, di bella solidarietà da parte di alcuni, nel mare di indifferenza dei tanti. Una storia che potrebbe essere di oggi: ancora e più che negli anni passati, arrivano sulle nostre coste i barconi della speranza, stracarichi di vite che fuggono da un destino segnato dalla povertà, proprio come Elty 20 anni fa.

Una bella storia, scritta con il cuore. E, cosa assolutamente non secondaria, parte dei proventi della vendita del libro andranno alla Caritas di Milano, che ha aiutato Elty ad integrarsi e che gli ha offerto un piatto pieno e vestiti da indossare, quando non aveva un lavoro, ne una lira (non c’era ancora l’euro) in tasca.

Mensa alla Caritas di Milano.

“Queste sono mani di un lavoratore e non di un delinquente. Queste sono mani di una persona che ha sempre lavorato e non ha mai fatto niente di male a nessuno”

Riporto la frase che Elty dice ad un poliziotto, mostrando le mani di un suo amico albanese, perchè racchiude anche il suo status di ragazzo a cui la fatica non fa paura e che preferisce usare le mani per lavorare onestamente, senza cedere ai facili guadagni (come succede nel racconto a qualche altro suo amico che comincia a rubare per sopravvivere).

“[…] erano dure e screpolatissime. Erano come la corteccia di un pino anziano e le loro linee sembravano come quei canali che si formano sulla terra del deserto”

Pur nella semplicità del linguaggio e dello stile, è poesia questo libro, poesia di vita.