la Bambina nel Bosco (Barbara Abel)

Una serena e tranquilla giornata di primavera è l’ideale per una gita in mezzo al bosco.scampagnata che ben presto si trasforma in un mistero.

inizia cosi , con il più classico degli incipit il Romanzo La bambina nel bosco della scrittrice belga Barbara Abel edito da Leone Editore.

Durante una scampagnata organizzata dalla scuola, la piccola Emma si perde nel bosco, ritrovandosi in una galleria sotterranea «ad almeno due metri sottoterra» A ritrovarla nella fitta vegetazione è la giovane insegnante, Mylène, che non esita a infilarsi nella cavità dove è finita la sua piccola alunna.

La donna cerca di aiutare la bambina ad uscire dalla galleria

“Emma? Fai passare il tuo braccio in modo che possa darti il telefono. Spingi il quadratino verde che è sullo schermo, quello con il piccolo telefono disegnato sopra, va bene?”

Allunga l’apparecchio con le braccia tese verso l’alto.la bimba tarda ad apparire…, Emma non c’è più. Ha lasciato la sua insegnante in fondo alla galleria.

I genitori della bambina, Patrick e Camille, sono in crisi, ma si ritroveranno uniti per difendere la loro piccola, nonostante alcuni terribili dubbi inizino ad entrare tra i pensieri. «A cinque anni, si è innocenti. In tutti i sensi del termine» oppure Emma sa qualcosa che non può far altro che tenere segreto? Le vite di Emma e Mylène, infatti, sono legate tra di loro più di quanto la differenza d’età possa lasciare immaginare…

Un brivido opprimente e un tarlo che scava lunghe gallerie della mente del lettore.un labirinto da cui una volta dentro non si può più uscire

La felicità arriva quando scegli di cambiare vita

Per il manager Maximilien Vogue la giornata è iniziata con il piede sbagliato. Sta di nuovo litigando con la bella Julie che ora, stanca delle continue discussioni, gli porge un volantino con la presentazione di un corso quanto mai insolito. Un corso tenuto da una donna altrettanto stravagante. Si chiama Romane e di professione combatte l’arroganza sempre più diffusa. È convinta che il mondo sarebbe un posto migliore se tutti praticassimo la gentilezza. Lei sa come insegnarla e offre un biglietto di sola andata per la felicità a chi sceglie di mettersi in gioco. Da buon scettico, Maximilien non crede a una sola parola. Ma poi, un po’ per gioco un po’ per curiosità, decide di iscriversi al corso. Dapprima i consigli di Romane gli sembrano semplici e banali. Eppure, a poco a poco, si accorge che dentro di lui qualcosa sta cambiando. Scopre che basta un piccolo gesto, ogni giorno, per ritrovare il piacere della condivisione e la bellezza della quotidianità: al mattino dedicare almeno un’ora a prendersi cura di un fiore o di un animale domestico; annotare quanti «grazie» riusciamo a dire prima di andare a letto; imparare a riconoscere e accettare gli errori commessi durante la giornata. E si rende conto che non c’è niente di meglio che trascorrere del tempo con gli amici e riprendere la buona vecchia abitudine di stringere la mano per ritrovare rapporti autentici e duraturi. Perché è solo mostrando il nostro lato più sensibile e attento alle esigenze degli altri che possiamo cambiare la nostra vita e raggiungere la felicità. Quella vera che, una volta trovata, non si può più dimenticare.

Mi chiamo Lucy Barton

In una stanza d’ospedale nel cuore di Manhattan, davanti allo scintillio del grattacielo Chrysler che si staglia oltre la finestra, per cinque giorni e cinque notti due donne parlano con intensità. Non si vedono da molti anni, ma il flusso delle parole sembra poter cancellare il tempo e coprire l’assordante rumore del non detto.In quella stanza d’ospedale, per cinque giorni e cinque notti, le due donne non sono altro che la cosa più antica e pericolosa e struggente: una madre e una figlia che ricordano di amarsi. «Un romanzo perfetto, nelle cui attente parole vibrano silenzi. Mi chiamo Lucy Barton offre una rara varietà di emozioni, dal dolore più profondo fino alla pura gioia». Claire Messud, «The New York Times».

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L’ultima estate dello scricciolo

Nel villaggio immaginario dell’entroterra ligure a ridosso della frontiera francese del ’62 riprende la narrazione sotto lo sguardo puntuale del piccolo Guido, troppo curioso per accontentarsi delle emozioni ricevute dalla realtà quotidiana. Tuttavia, di là di ogni possibile prospettiva, in questo libro di ricordi e formazione si celebra soprattutto la personalità di Caniçò, soprannome di nonno Costantino, l’eroe del paese occitano nelle Alpi Marittime di confine citato fin dalle prime pagine dell’opera precedente, “Il colore della lavanda”.

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Seme di strega

«C’è una tempesta. E vendetta, decisamente vendetta.» Felix è un regista teatrale di successo. Da parecchie stagioni, le punte di diamante del cartellone del Makeshiweg Theatre Festival sono proprio i suoi allestimenti ingegnosi, provocanti per natura. Eppure, nulla di ciò che ha portato in scena finora potrà reggere il confronto con la brillante, spiazzante rilettura della shakespeariana Tempesta che, all’indomani della morte dell’amata figlia Miranda, Felix si è messo in testa di produrre. O per lo meno, questo è il piano.

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Quando tutto inizia

Silvia e Gabriele si incontrano in primavera, quando i vestiti sono leggeri e la vita sboccia per strada, entusiasta per aver superato un altro inverno. La prima volta che lui la vede è una vertigine. Lei non è una bellezza assoluta, immediata, abbagliante, è il suo tipo di bellezza. Gli bastano poche parole per perdere la testa: scoprire che nel mondo esiste qualcuno con cui ti capisci al volo, senza sforzo, è un piccolo miracolo, ti senti meno solo. Fuori c’è il mondo, con i suoi rumori e le sue difficoltà, ma quando stanno insieme nel suo appartamento c’è solo l’incanto: fare l’amore, parlare, essere sinceri, restare in silenzio per mettere in ordine la felicità.

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Il giardino delle farfalle

Vicino a una villa isolata c’è un bellissimo giardino dove è possibile trovare fiori lussureggianti, alberi che regalano un’ombra gentile e… una collezione di preziose “farfalle”: giovani donne rapite e tatuate in modo da farle assomigliare a dei veri lepidotteri. A guardia di questo posto da brividi c’è il Giardiniere, un uomo contorto, ossessionato dalla cattura e dalla conservazione dei suoi esemplari unici. Quando il giardino viene scoperto dalla polizia, una delle sopravvissute viene portata via per essere interrogata. Gli agenti dell’FBI Victor Hanoverian e Brandon Eddison hanno il compito di mettere insieme i pezzi di uno dei più complicati rompicapo della loro carriera.

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he Restorer. La signora dei cimiteri

Sono Amelia Gray e restauro cimiteri. Sono condannata a poter vedere i morti, ed è un’esperienza angosciante. Hanno fame di vita. Per questo non li posso guardare, non devo far loro capire che li vedo, o sono perduta. Ultimamente però tutto è diverso. È accaduto qualcosa nel cimitero di Oak Grove, dove sto lavorando, qualcosa che va oltre la semplice violenza, che coinvolge i vivi e i dannati. Ho paura, perchè il senso di tutto ciò mi sfugge. Sono sempre più confusa, sopraffatta dalle circostanze e da un mistero che, invece di sciogliersi, pare diventare più fitto e più oscuro. Spero di trovare delle risposte, prima che tutto ciò possa uccidermi.

La voce nascosta delle pietre

«Segui le pietre, solo loro regalano la felicità.» Luna è una bambina quando il nonno le dice queste parole speciali insegnandole che l’agata infonde coraggio, l’acquamarina dona gioia e la giada diffonde pace e saggezza. E lei è certa che quello sia il suo destino. Ma ora che ha ventinove anni, Luna non crede più che le pietre possano aiutare le persone.Non riesce più a sentire la loro voce. Per lei sono solo sassolini colorati che vende nel negozio di famiglia, mentre il nonno è in giro per il mondo a cercare gemme. Perché il suo cuore porta ancora i segni della delusione. Si è fidata delle pietre, di quello che nascondono, di quello che significano.

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L’incantatrice di Firenze

Un misterioso viaggiatore dai capelli biondi arriva a Sikri, sede della corte Mogol, e chiede udienza al sovrano Jalalluddin Muhammed Akbar. Lo straniero afferma di venire da una remotissima città di nome Firenze e di avere una storia tanto meravigliosa quanto veritiera da raccontare: una storia che lega i destini della misteriosa capitale d’Occidente da cui proviene a quelli della discendenza del monarca indiano.

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Il caffè dei piccoli miracoli

Eleonore Delacourt ha venticinque anni e ama la lentezza. Invece di correre, passeggia. Invece di agire d’impulso, riflette. Invece di dichiarare il suo amore al professore di filosofia alla Sorbonne, sogna. E non salirebbe mai e poi mai su un aereo, in nessuna circostanza. Timida e romantica, Nelly – come preferisce essere chiamata – adora i vecchi libri, crede nei presagi, piccoli messaggeri del destino, diffida degli uomini troppo belli e non è certo coraggiosa come l’adorata nonna bretone con cui è cresciuta, che le ha lasciato in eredità l’oggetto a lei più caro: un anello di granati con dentro una scritta in latino, “Omnia vincit amor”.

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Il sentiero

Un uomo fradicio e intirizzito si risveglia su una spiaggia sconosciuta. Non ricorda nulla, né di quel che è successo né di sé: ogni memoria è svanita. Aiutato da un’abitante del luogo, recupera qualche brandello della propria identità. Vive in un cottage sull’isola di Harris nelle Ebridi, e sta conducendo delle ricerche sul mistero di tre guardiani scomparsi nel 1900 dal faro locale. Ma i file che dovrebbero contenere i capitoli del libro sono vuoti. L’unico indizio è una mappa su cui è tracciato un sentiero, la Via delle Bare, che attraversa l’isola.

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L’amore non è mai una cosa semplice

E se per ottenere un buon voto all’università dovessi fare amicizia con qualcuno che proprio non ti piace? Lavinia è al suo quinto anno alla Bocconi, quando si trova coinvolta in un insolito progetto: uno scambio con degli ingegneri informatici del Politecnico. Lo scopo? Creare una squadra con uno studente mai visto prima, proprio come potrebbe capitare in un ambiente di lavoro. Peccato che Lavinia non abbia alcun interesse per il progetto. E che si trovi a far coppia con un certo Sebastiano, ancor meno intenzionato di lei a partecipare all’iniziativa.

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Origin

Robert Langdon, professore di simbologia e iconologia religiosa a Harvard, è stato invitato all’avveniristico museo Guggenheim di Bilbao per assistere a un evento unico: la rivelazione che cambierà per sempre la storia dell’umanità e rimetterà in discussione dogmi e principi dati ormai come acquisiti, aprendo la via a un futuro tanto imminente quanto inimmaginabile. Protagonista della serata è Edmond Kirsch, quarantenne miliardario e futurologo, famoso in tutto il mondo per le sbalorditive invenzioni high-tech, le audaci previsioni e l’ateismo corrosivo. Kirsch, che è stato uno dei primi studenti di Langdon e ha con lui un’amicizia ormai ventennale, sta per svelare una stupefacente scoperta che risponderà alle due fondamentali domande: da dove veniamo? E, soprattutto, dove andiamo?

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La Quercia del Myr

Norberto è un bambino come tanti e vive in un paesino della montagna piemontese all’inizio del Novecento. Un piccolo paese, con le sue miserie e le sue umanità, con i suoi paesaggi luminosi e le sue zone d’ombra. Norberto è costretto, suo malgrado, a crescere in fretta. La vita gli presenta un conto salato e ben presto egli si trova di fronte alla necessità di prendere una decisione difficile. Il suo carattere forte e avventuroso lo sostiene, mentre, perso per sempre il guscio protettivo della famiglia, conosce, in un susseguirsi vertiginoso di eventi e di avventure, persone di ogni tipo: infide e malvagie, ma anche affidabili e buone. E scopre verità che nessuno immaginava, tanto meno lui.

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